Un giorno alla volta

Sono passati esattamente cinquantuno giorni dall’inizio del nostro #noistiamoacasa personale.

Cinquantuno giorni in cui ho aperto il cancello di casa solamente per portare fuori la spazzatura. Marzo ci ha salutato nella maniera più strana che io conosca. La maggior parte degli abitanti del nostro pianeta è stato costretto a sostare nel divano per ore, provare nuove ricette, giocare con i propri figli (per chi ne ha) e fare tutte quelle attività casalinghe rimandate da tempo. Inoltre, sono certa che almeno una volta durante questo lungo periodo ognuno di noi abbia riflettuto sulla propria vita, sui propri sogni e sul passato. Lo so che per molti questa situazione non è per niente facile, ma come hanno già detto è l’unico mezzo che abbiamo per impedire il progredire dell’epidemia, quindi stringiamo i denti ancora per un po’! In queste settimane c’è chi non si è risparmiato critiche sparando giudizi a raffica su tutti e tutto, spesso senza sapere. Io ho decisamente evitato di condividere post e commentare proprio per non dare maggiore pubblicità o semplicemente per non diffondere notizie che avrebbero potuto creare ansie. Ma una cosa la voglio dire: Credo che non sia il momento giusto per giudicare; mi pare di capire che nessuno sia un druido o un individuo creato in laboratorio stile Resident Evil… siamo esseri umani e come tali fatti di carne e sentimenti.

Ci sarà chi è più coraggioso, chi crollerà, chi riuscirà a vedere in questo periodo un’opportunità. Ognuno come può fa del suo meglio (salvo quei deficienti che continuano a non seguire le regole). Le maestre fanno quello che possono, non tutte sono empatiche e non tutte chiedono notizie, magari anche loro stanno vivendo una fase in cui devono capire come realmente stanno e come affrontare la situazione; i commessi, nonostante la paura continuano a lavorare perché è stato deciso così; i medici, gli infermieri e tutti coloro che sono in prima linea sono le nostre ancore di salvezza. Chi giudica non ha la verità in tasca, dovrebbe anzi provare a mettersi nei panni degli altri. Siamo umani e l’unico modo che abbiamo per superare queste giornate è seguire le regole e nel nostro piccolo essere utili per chi sta peggio di noi. Ciò non significa che dobbiamo indossare l’armatura degli Avengers e sconfiggere il cattivo, ma in un momento come questo ci sono delle piccole azioni che possono cambiare la giornata di una persona.

Mandate un messaggio a chi volete bene, prendete una scatola di pastelli e colorate sino a quando dentro di voi non ci sarà solo l’eco del vostro respiro; pulite quella parte della casa che rimandate da mesi, buttate quello che non serve. Fatevi una maschera al viso o semplicemente state in silenzio davanti alla vostra bevanda preferita. Oggi non abbiamo le forze per progettare il futuro perché anche il domani potrebbe essere incerto. L’unica certezza è “il qui e ora”, quindi, non sprechiamo il tempo per arrabbiarci, sfruttiamolo per trovare un po’ di serenità. Non ho la verità in tasca, ma dopo aver toccato il fondo per l’ennesima volta sto gestendo la situazione giorno dopo giorno, non condannandomi per quello che non ho fatto ma complimentandomi per quello che sono riuscita a portare a termine… Amiamoci e Amate… Qui e Ora!!! Vi voglio augurare un buon proseguimento di giornata con la frase di una donna che stimo, perché nonostante tutto e tutti è diventata ciò che desiderava essere:

“Alla fine siamo capaci di sopportare molto di più di quanto pensiamo.”

Frida Kahlo

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