Onward

Si sa, la magia affascina grandi e piccini, forse perché si cerca di capire come accade o forse perché si è convinti che sia una delle strade più semplici per risolvere i problemi.

Disney Pixar però con “Onward” ci catapulta in un mondo abitato da creature di ogni genere che per seguire la moda hanno abbandonato la magia per lasciare spazio alla tecnologia. Quel regno magico da cui tutti provenivano è stato delimitato ai racconti e alle collezioni di carte per adolescenti.

Solo Barley, il maggiore dei fratelli Lighfoot, prende sul serio quel mondo dimenticato e mantiene un legame con il passato cercando un po’ di magia ovunque. Proprio per questo viene considerato un immaturo. Questo giudizio nei suoi confronti lo ha anche suo fratello Ian, che nonostante sia il più giovane della famiglia è responsabile e tranquillo ma al contempo insicuro e insoddisfatto.

Il giorno del suo sedicesimo compleanno, sua madre gli consegna un bastone magico, lasciato come dono dal padre scomparso tanti anni prima. I due fratelli scoprono che un incantesimo legato al bastone potrebbe far tornare in vita il loro padre per 24 ore, ma qualcosa va storto e solo la parte inferiore del suo corpo si materializza. I ragazzi dovranno affrontare numerose sfide, per poter riabbracciare il loro padre e grazie ad esse con fatica la magia ritorna nella città, nonostante la tecnologia tenti di impedirlo.

“Onward” utilizzando la fantasia vuole farci riflettere sulla società in cui viviamo oggi, perché anche noi a causa dell’uso eccessivo della tecnologia abbiamo sepolto la magia, quella scintilla che ci permette di vivere la vita con entusiasmo. Ci siamo dimenticati di come si vive senza cellulare e senza postare la nostra vita nei social. Ci siamo dimenticati il profumo dell’erba o il canto di un uccello, mentre siamo immersi nella natura perché viviamo costantemente distratti.

Un altro tema trattato in questo film è sicuramente “ l’amore fraterno”. La forza di questo legame rende più blando il dolore che si prova quando viene a mancare un genitore. Barley, alla fine, nonostante i suoi modi strampalati, è stato una guida per Ian e lo ha spinto a superare le sue paure e ad imparare a credere in se stesso. Purtroppo il passato non può tornare e non è giusto rimanere aggrappati ad esso per vivere, perché in realtà quella non è vita. Il passato deve essere una spinta per andare avanti, uscire dalla monotonia della routine e rifiorire, perché alla fine, ognuno di noi se lo merita.

Senza passato non saremo le persone che siamo e non potremo diventare ciò che desideriamo essere. Come al solito Disney Pixar utilizzando il divertimento affronta temi che ci ammutoliscono e ci sfiorano le corde più fragili della nostra anima. Come quando ascoltiamo una canzone e si forma un nodo alla gola senza nessun apparente motivo.

Parola di Gabriel:

Questo film merita 5 stelle! Il mio personaggio preferito è Ian, il fratello minore perché può usare la magia e perché affronta le sue paure diventando un elfo coraggioso.

Francesca

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