L’Isola dell’abbandono

Titolo: L’Isola dell’abbandono
Autore: Chiara Gamberale
Casa Editrice: Feltrinelli
Prezzo Cartaceo: 15,67 €
Prezzo formato E-book: 9,99 €
Tipologia: Romanzo Contemporaneo

Recensione:

Prima della pandemia ho preso in prestito dalla biblioteca “l’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale. Dopo aver letto “Per dieci minuti” sapevo che non sarebbe stato un libro facile perché questa scrittrice affronta temi che in un certo senso mi appartengono. Il periodo di lock-down è trascorso ed il libro è rimasto custodito nell’armadio sino a ieri, quando mi sono decisa e l’ho letto tutto d’un fiato nel giro di qualche ora. Tra le pagine del romanzo si parla di maternità, si parla di genitori single e si parla di “papà trauma” e “mamma ossessione” . Infine si parla di rapporti malati con il proprio partner. Arianna, un’illustratrice di libri per bambini, affetta da “fantasia drammatica” ha sempre vissuto con la paura di perdere qualcuno, come se la tragedia fosse dietro l’angolo e per questo ha represso il suo stato emotivo cercando di salvare il suo ragazzo storico, affetto da diversi disturbi psichici. Tutto sicuramente nasce dal suo trauma infantile dovuto all’abbandono di suo padre quando era piccola. Per questo, cerca di instaurare dei rapporti che la tengano sempre sul filo del rasoio, intrappolandola nella sua zona confort. Trova la serenità solo quando disegna ed è proprio attraverso i suoi disegni che esterna le sue paure. In un momento in cui il mondo sembra caderle addosso, dopo che Stefano l’ha abbandonata sull’isola di Naxos in Grecia, Arianna impara a conoscersi grazie a Di e impara a capire cosa sia la felicità. Questo percorso però viene interrotto dalla morte di Stefano che causa in lei un crollo psicologico non indifferente. “L’isola dell’abbandono” è un romanzo che ti tocca le corde dell’anima, che ti trascina in un passato doloroso, ma che pagina dopo pagina ti regala delle risposte che aspettavi da tempo, quelle risposte che quietano gli animi e li rendono più leggeri. La narrazione risulta frastagliata e a volte caotica ma da un’ottima idea di cosa sia la vita della protagonista. La maternità è uno degli argomenti predominanti. Con questo avvenimento la vita delle donne viene stravolta e spesso ci si dimentica di esistere. Forse non c’è errore più grande che si possa commettere, perché poi, volente o nolente la vita presenta un conto difficile da pagare. Con la nascita di Emanuele, Arianna si trova davanti ad un bivio. Una strada la manterrebbe ferma nella sua zona confort e l’altra le darebbe la possibilità di cambiare e di scoprire nuove occasioni di felicità. Spesso sfruttiamo gli eventi dolorosi che ci capitano per chiuderci e proteggerci da ogni altro dolore, ma così facendo si rischia di proteggersi anche da quello che di più bello ci può capitare e che infondo desideriamo. Se invece fossimo in grado di accogliere il dolore e decidere di viverlo, questo potrebbe aiutarci a ripartire con una nuova forza e con una nuova consapevolezza di noi stessi. Buona Lettura!

Trama:

Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda… Dialogando con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con le nostre fatali trasformazioni,con miracolo e la violenza della vita, quando irrompe e ci travolge, perché qualcuno nasce, qualcuno muore, perché un amore comincia o finisce. Un romanzo coraggioso sulla paura che abbiamo di perdere il filo, il controllo della nostra esistenza: mentre è proprio in quei momenti – quando ci abbandoniamo a quello che non avevamo previsto – che rischiamo di scoprire davvero chi siamo.

No Comments

Post A Comment

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi