Le coordinate della felicità

Titolo: Le coordinate della felicità
Autore: Gianluca Gotto
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo Formato Cartaceo: 17,10 €
Prezzo Formato Kindle: 9,99 €

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Recensione:

La recensione di “Le coordinate della felicità” sarà un po’ diversa dalle altre in quanto capitolo dopo capitolo ho avuto modo di riflettere sulla mia vita, sulla dimensione della mia felicità e sul tempo che scorre inesorabile fregandosene di tutti e di tutto.

Sono quasi certa di non essere stata l’unica che durante la lettura si è sentita un po’ protagonista di alcune parti del libro.

Mi ha rincuorato sapere che ci sono ancora persone che la pensino come me, in quanto, ancora oggi, nel 2020, c’è chi mi guarda storto quando affermo che non farei mai un lavoro per il semplice gusto di prendere uno stipendio. In quei momenti c’è chi si sente libero di esprimere il proprio giudizio facendo grandi sermoni senza rendersi conto che ha un’apertura mentale che arriva alla punta del proprio naso. C’è chi invece, consciamente o inconsciamente cerca di farti sentire in colpa o egoista per il semplice fatto che non vuoi seguire la massa, che ti ribelli e che continui ad affermare che un borsellino pieno non fa la felicità.

Ogni giorno, percepisco la tristezza e l’insoddisfazione di chi deve affrontare la giornata più per dovere che per piacere.

Un tempo anche io ero una di loro; ho vissuto una vita scelta per me da altri e ho preso decisioni legate alla loro soddisfazione invece che alla mia.Un tempo non molto lontano c’è stato chi dava la mia presenza per scontata, ma poi, la sofferenza mi ha fatto aprire gli occhi e ho cominciato ad amarmi. Credo che amarsi significhi anche non sentirsi scontati e decidere quando esserci.

“Le coordinate della felicità” è un libro che parla di ribellione verso tutti quei canoni che la società prova ad imporci. E’ un atto di coraggio da parte di Gianluca nel raccontare che la felicità non è uguale per tutti, ma che tutti la possono conquistare, un giorno alla volta, senza perdere la speranza e lavorando duramente per ottenerla, proprio come ha fatto lui. Quel coraggio che molti preferiscono reprimere per paura di perdere tutto e mettersi in discussione, abbandonando la propria “confort zone”.

Questo libro rispecchia quello che per me vuol dire “viaggiare” e cioè, conoscere le esperienze di chi ho davanti,condividere le mie, apprendere delle lezioni e non dimenticarmi mai quanto sia piccolo lo spazio che occupo nel mondo.

Solo chi viaggia senza aspettative sa che può ricevere una lezione di vita nel luogo più scontato del mondo, che può anche essere un divano su cui ci si sdraia e si legge un libro come questo.

Con semplici parole, che si utilizzerebbero durante una chiacchierata davanti alla propria bevanda preferita, Gianluca è stato in grado di scavare in profondità, spronandoci a rivalutare tutte quelle finte sicurezze ed aprire il cassetto dei sogni per posarli sulle mensole in bella vista per poi realizzarli uno alla volta.

Ed infine voglio scrivere due righe su Claudia, la compagna di Gianluca. E’ stata una figura fondamentale in questo viaggio. La sensazione che ho provato leggendo quelle righe su di lei è stata come se mi trovassi di fronte ad “una persona speciale”. Una di quelle persone che incontri quasi per caso e ti lasciano una sensazione di armonia ed equilibrio interiore. Con semplicità e solarità ha lasciato al suo compagno la libertà di decidere quali coordinate intraprendere e lo ha supportato, senza giudicarlo, intraprendendo nello stesso momento un suo percorso personale, ricco di lavori entusiasmanti e vari. Non esagero nel dire che ognuno di noi dovrebbe avere una “Claudia” nella propria vita.

Termino la mia recensione affermando che: non è semplice essere felici ma tutto dipende da noi perché come dice Gianluca nel suo libro “la felicità è una scelta”.

Grazie Gianluca e Grazie Claudia per aver condiviso con tutti noi questa meravigliosa esperienza!!!

Trama:

“Io la sognavo una vita così. Una vita in cui poter girare per l’Asia per mesi, per poi svegliarmi una mattina a Bali e decidere su due piedi di voler tornare in Europa. Passare un paio di giorni a Bangkok per mangiare pad thai e salutare l’Oriente. Andare a trovare mia nonna a Torino, poi salire a bordo della mia casa su ruote e ripartire. E alla prima sera on the road, guardando le stelle, discutere con la mia anima gemella della prossima meta. Oppure viaggiare e basta, senza meta, inseguendo solo ed esclusivamente le coordinate della felicità. Sognavo di poter fare della stanza di una guest-house o della hall di un aeroporto il mio ufficio e del mondo intero la mia casa. Poter lavorare in remoto da qualsiasi punto del pianeta e guadagnarmi da vivere facendo ciò che più amo. La sognavo una vita così: libera. E vi dico la verità, da qualche parte tra la testa e il cuore sentivo di potercela fare per davvero, fin dal primo giorno. Forse è quello che ha fatto la differenza: crederci. Crederci sempre.”

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