Finchè le stelle saranno in cielo

Titolo: Finchè le stelle saranno in cielo
Autore: Kristin Harmel
Casa Editrice: Garzanti
Prezzo formato Kindle: 3,99 €
Prezzo formato Cartaceo: 11,40 €
Tipologia: Romanzo Contemporaneo

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Recensione:

“Finchè le stelle saranno in cielo” è stato il libro discusso durante l’incontro di gennaio al nostro club del libro “Alda Merini”. Probabilmente se non lo avesse consigliato una delle nostre lettrici più assidue non lo avrei mai letto e ora posso affermare che avrei fatto un grosso errore, perché merita tanto. Non ricordo che durante una lettura abbia mai avuto il magone per così tanto tempo, verso la fine poi… le lacrime scendevano senza controllo. Nonostante il periodo storico trattato questo è un romanzo sull’amore in tutte le sue forme. Non parlo solo dell’amore tra uomo e donna, ma anche di quell’amore tra fratelli, tra nonni e nipoti, tra madri e figli. L’amore è come un diamante dalle mille sfaccettature. Hope la protagonista, è la custode di un sogno non suo, ma grazie al quale è nata lei. Hope è la padrona di una pasticceria che prima era di sua madre e prima ancora di sua nonna. Ed è proprio con Rose che tutto è cominciato dopo che ha lasciato Parigi per scappare dalla persecuzione nazista. Kristin Harmell ha raccontato la Shoah in una maniera nuova, intrecciando passato e presente nei ricordi di Rose e nel cuore di Hope. Racconta quegli anni attraverso gli occhi di chi è dovuto scappare in un altro continente e crearsi una nuova identità per sopravvivere. Quegli occhi sono quelli di nonna Rose che ha vissuto la sua fuga come una colpa e come un gesto egoistico nei confronti della sua famiglia che è voluta rimanere in Francia. E’ Hope che su richiesta di sua nonna deve realizzare quel sogno ed è grazie ad esso che riscopre se stessa e recupera il rapporto con sua figlia. Che esseri strani i bambini! Spesso non siamo coscienti di quanto loro percepiscano i nostri stati d’animo; non ci rendiamo conto, che quando noi cerchiamo di stare da soli, loro capiscono invece che è quello il momento in cui abbiamo bisogno di qualcuno accanto e con quel piccolo gesto fanno miracoli. Questo è l’amore vero!!! All’interno delle pagine di questo romanzo c’è anche tanta solidarietà racchiusa tra gli ingredienti di alcuni dolci venduti nella pasticceria di Hope. Le ricette ebraiche infatti si mescolano a quelle della cultura islamica, testimonianza del fatto che i musulmani durante la seconda guerra mondiale, hanno aiutato gli ebrei nascondendoli dai nazisti. Un gesto che ci insegna che al di là di cosa pensiamo di Dio, viviamo tutti sotto lo stesso cielo. E giunti alla fine di questa recensione c’è una frase che sono certa sia arrivata in questo momento per una ragione,quindi voglio condividerla con voi:

“Hope, non puoi affrontare la vita rispettando tutte le regole e facendo tutto quello che ci si aspetta da te senza pensare a te stessa. E’ così che ci si sveglia a ottant’anni e ci si rende conto di esserci lasciati sfuggire tutte le occasioni della vita.”

In questo periodo di pandemia è una delle riflessioni più ricorrenti che ho fatto nei miei riguardi e nei riguardi di alcune amiche, in quanto, mentre siamo obbligati a rallentare possiamo porre delle domande al nostro “Io interiore”, possiamo riflettere sulla nostra vita e soppesare le decisioni prese sino a questo momento per capire a chi abbiamo pensato sino ad ora.
Buona lettura!!!

Trama:

Da sempre Rose, nell’attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. È quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno l’amatissima nipote Hope. Ma adesso per Rose, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce a un ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa. Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod. Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all’Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l’Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all’eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo.

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