Cambiamento

Esattamente una settimana fa ho lasciato il mio lavoro.. Vorrei poter dire che sia stata una decisione facile ma in realtà non posso.

 

Ho iniziato questa esperienza lavorativa come tirocinante due mesi fa, piena di idee, aspettative e sicurezza!

Ho conosciuto persone meravigliose, i miei due ex titolari (G. e B.) e le mie ex colleghe.. Sapete io non mi affeziono mai a nessuno, un po’ per farmi scudo un po’ per abitudine. Da bambina mi è stata inculcata una frase: “non fidarti mai, solo la famiglia ti vuole bene!”… Ecco, io di questa frase ne ho fatto un mantra, per tutta la mia vita, ho considerato qualsiasi persona non indispensabile.. Chiunque era sostituibile, chiunque tranne Nicolò, ovviamente..

 

A un certo punto ho ventun’anni, mi ritrovo in una nuova città dove non conosco nessuno, ho vissuto ben sei mesi senza lavorare grazie ai miei risparmi ma anche quelli a un certo punto sono finiti, d’altronde Firenze è la città più cara d’Italia.

Ho cercato un lavoro e dopo tre giorni sono stata contattata da G., ho fatto un colloquio durato ben due ore e sono tornata a casa, c’era sintonia, sapevo di averli colpiti.. Mi hanno proposto di fare due giorni di prova e al termine di questi due giorni mi è stato dato un contratto da firmare; prima che andassi via G. mi ha detto: “pensaci bene, è un lavoro difficile, non dare niente per scontato.” e io ho ribattuto: “quando sono convinta di una cosa difficilmente cambio idea.” e lui mi ha risposto: “va bene, facciamo questa scommessa insieme.”

 

G. è una delle persone più buone e dolci che io abbia mai conosciuto.

Io non mi fido di nessuno, mai. Non permetto a nessuno di sfiorarmi, i miei amici all’inizio mi reputavano strana, man mano mi hanno capita..

Io non abbraccio, non do i baci sulle guance come saluto, al massimo do la mano come quando ci si presenta.. Non faccio nessuna di queste cose tranne che con qualche parente stretto, devo volerti proprio bene per fare certe cose.. Eppure G. ha avuto questo tipo di “contatti” con me..

E’ entrato nella mia vita e nel mio cuore con larghi sorrisi, battute affettuose e gentili pacche sulla spalla.. di tanto in tanto gli permettevo pure di farmi il solletico. Ogni giorno mi chiedeva “come stai?” e gli interessava davvero!! Mi capiva anche solo guardandomi, mi tirava su se ero arrabbiata e mi mandava a prendere aria quando non riuscivo a calmarmi e quando lo facevo arrabbiare io mi diceva: “Giulia, non rompere il cazzo!” ma io ero subito pronta alla rottura di coglioni successiva perché sapevo che in fondo mi voleva bene.

 

Dopo due settimane di lavoro ho capito che non era proprio il lavoro per me, in conseguenza al mio stato d’animo la mia vita privata era una catastrofe, mi piaceva lavorare assieme ai miei colleghi ma odiavo quello che facevo nel mentre, questo mi ha distrutta e non mi ha permesso di migliorare, in nessun caso..

 

Capite perché è stato così difficile lasciare questo lavoro?

G. mi ha cambiato la vita, mi ha fatto capire che tutto quello a cui avevo creduto fino a qualche mese prima era una bugia! Mi ha fatto capire che anche un estraneo può volerti bene.. E che a fidarsi non si sbaglia niente e non si perde niente.

Quando sono andata a dirgli la verità, a dirgli che io non potevo e volevo più lavorare lì, mi ha guardata e mi ha detto: “Giulia, se non ti piace questo lavoro, non si discute!” e poi: “Devi capire che al primo posto devi mettere te stessa, sempre! Non sentirti in colpa, io ce la faccio, come sempre. Io voglio solo il meglio per te, perché ti voglio un bene che non immagini, e se il meglio per te è da qualche altra parte allora vai! Non aspettare e non voltarti indietro.” e poi ancora: “con questo non intendo che non ti voglio qui! Anzi, è stata una così brutta notizia questa che mi hai dato oggi, io voglio solo che capisci che devi trovare la tua strada a qualsiasi costo.”

 

Dopo queste parole, l’ho ringraziato, gli ho dato due o tre abbracci compresi di bacio sulla guancia e sono andata a casa.

Ho pianto per tre giorni, non ho mangiato per tre giorni. Mi sentivo di averlo abbandonato ma pian piano ho deciso di seguire le sue parole e di non accontentarmi più. Sono tornata a trovarlo, sabato, e mi ha accolta, come sempre, a braccia aperte! L’ho abbracciato e mi ha dato un bacio sulla fronte come era solito fare e io finalmente sono riuscita a sentirmi felice!

 

So di non aver scritto molto sui miei colleghi e su di B., anzi non ho scritto niente. Avevo e ho un bellissimo rapporto anche con loro, e ho voluto bene e voglio tanto bene anche a loro e a dirla tutta sono state le persone più simili a una famiglia per me da quando sono qui a Firenze!

 

E si è stata un’esperienza breve ma intensa e io per la prima volta non mi pento di niente!

 

Giulia

 

p.s. Se vi stesse chiedendo perché ho scelto dei fiori per la copertina dell’articolo sappiate che le peonie sono i miei fiori preferiti e li metterei su tutto.

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