Il cambiamento fa schifo, ma è una bellissima esperienza

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Non ho mai avuto un buon rapporto con il mio corpo. Nella mia famiglia il motto era “grasso è bello” ed essendo una persona molto timida, il fatto di avere tutti quei chili di troppo, mi creava non pochi problemi. Per anni ho nascosto le mie forme con abiti larghi e inadatti.

 

Per anni ho cercato di farmi piccola piccola o meglio non esprimevo le mie opinioni per paura di essere derisa. In questi anni, ho fatto cose che altre persone non riusciranno a fare in una vita intera, ma nonostante tutto il giudizio degli altri o meglio l’idea che potesse arrivare un giudizio mi ha sempre bloccata. Il cibo era l’unico modo che conoscevo per compensare alcune mancanze e tutt’ora quando lo stress arriva a livelli assurdi, svuoto il frigo mischiando dolce e salato come non ci fosse un domani.

Quando ero poco più che adolescente, grazie ad una persona che non c’è più, ho scoperto di avere la sindrome dell’ovaio policistico, un problema che oltre a dare scompensi mestruali, porta, tra le altre cose, l’aumento di peso e di peluria.

Nonostante questo però, ho preso in mano la situazione e ho iniziato una dieta che mi ha portato dei risultati eccezionali nonostante le tante difficoltà.

Oggi a distanza di anni continuo a lottare con il mio peso costantemente, perché purtroppo, volente o nolente il mio corpo non mi piace.

Da circa un mese, dopo due anni di stop, la mia nutrizionista ha accettato di mettersi in gioco con me e con una mentalità diversa dalle scorse volte, ho intrapreso per la terza volta questa avventura.

Quando cominci un viaggio del genere, non devi cambiare solamente il tuo modo di mangiare, ma devi stravolgere la tua vita e capire perché hai un brutto rapporto con il cibo.

Il cambiamento fa schifo e nonostante tu voglia con tutta te stessa compierlo, una parte di te rimane aggrappata alla vecchia vita, che fa male, che conosci alla perfezione, ma che in un certo senso non vuoi lasciare, per paura di cosa ti riserva il futuro.

 

Il cambiamento arriva a piccoli passi, con il supporto di persone che sanno fare il proprio lavoro, e che lo fanno con passione.

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I cambiamenti fisici arrivano lentamente.

 

Stanotte andrò a letto consapevole del fatto che domani sarà un giorno migliore, che imparerò a cucinare  un nuovo piatto e non mi limiterò ad aprire una scatola di cibo precotto.

 

Il mio percorso di cambiamento non è cominciato un mese fa quando ho mandato un messaggio alla nutrizionista per fissare un appuntamento, ma è cominciato a gennaio, quando lo stress mi ha fatto cadere e mi ha sbucciato malamente le ginocchia.

Ed è stato in quel momento che mi sono rimboccata le maniche e con l’aiuto di persone fantastiche che mi sono state accanto, ho combattuto le mie più grandi paure. Ho capito che quello che sembrava insuperabile, se osservato da un’altra prospettiva appariva più semplice di quanto credessi.

Viviamo in una società che ci insegna a chiudere gli occhi davanti ai problemi, a tenerci tutto dentro per paura del giudizio degli altri. Quel che dobbiamo fare in realtà è parlarne, con le persone giuste e avere l’umiltà di ascoltare i consigli che ci vengono dati.

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